10 maggio 2011

Lingua loro (19): Le nozze di "meritocrazia" e "criticità"...

testimoni "assistere a una levata di scudi" e "fornire altra benzina a una protesta".

"Appena qualcuno, timidamente, prova a introdurre elementi di apertura e di meritocrazia si assiste immediatamente a una levata di scudi... A costo di fornire altra benzina a una protesta di cui non condivido lo spirito, vorrei richiamare quattro criticità dei test".
In poche righe, un concentrato di emblemi della chiacchiera della gente di mondo del tempo presente. Lo scritto in cui ricorrono è questo. Dice cose condivisibili? Forse. Ma, sul serio, che importa?

4 commenti:

Anonimo ha detto...

...oh mamma, che figli nasceranno da queste nozze e a chi somiglieranno?
Bernardo La Cara

roberto righi ha detto...

veramente complimenti per questo suo blog, interessante, istruttivo e divertente. dopotutto, lei mi insegna, la lingua sta alla base di ogni minima formulazione di pensiero... se marcisce anche quella... siamo alla frutta.
saluti

Anonimo ha detto...

Ho visto la prova di oggi, perche' anche nella mia scuola siamo stati impegnati tutta la mattina. E non concordo con Luca Ricolfi.

La prova di Italiano metteva alla prova le abilita' di lettura di un brano, una tabella, un disegno. Le domande erano tali da saggiare la connessione logica dei fatti narrati o dei dati esposti; la padronanza lessicale; la consapevolezza sintattica.

A mio giudizio questa prova crea - e a livello nazionale- un punto di riferimento per gli insegnanti di Italiano dopo decenni ormai di confusione: gli insegnanti ormai non sanno piu' quali siano le ambizioni, che possono nutrire nel loro lavoro e, ammesso che ne abbiano un'idea, se siano condivise nella scuola italiana.

Poi, che usi ne vogliano fare al Ministero, mah…
Tanto…

Nanda Cremascoli

Anonimo ha detto...

E no, Apollonio Discolo; come "che importa?"?
E no, Nanda Cremascolo; come "..tanto?"
A me sta bene, Apollonio, sorridere insieme a voi anche delle cose più serie, ma poi finisce che il nostro sorriso diventa un ghigno sul volto di chi non sa sorridere. Giusti o sbagliati che siano i test invalsi (che brutto nome!) non possono lasciarvi indifferenti.
Per quanto mi riguarda merito, se non sbaglio, è un frutto della stessa radice di meretricio. E, come direbbe Totò, ho detto tutto.
Bernardo La Cara