7 febbraio 2012

Caratteri (6)




Sì, per godere nella carne e nello spirito, capita rubi. E quando, invece, la mia tavola è ricca, non disdegno il piacere di farne partecipi altri. Ma agli altrui avanzi, alle elemosine preferisco di gran lunga la fame.

1 commento:

Vito Lucio Maria ha detto...

Ecco sostanziato in Apollonio l'io che l'amore rende perfetto di Roland Barthes.
D'impulso e secondo una tradizione di solidarietà che mai crea un qualche mefitico "noi", gli si indicherebbe la strada del depotenziamento catartico: scorga l'io perfetto ciò che sa meglio di chiunque altro: il moderno è l'epoca della riproducibilità indeterminata della bellezza. Così, nessuno può sperare di avere, e neppure di perdere, una Sophie Volland costituita dalla sola bellezza in infungibile unicità.