25 luglio 2013

Trucioli di critica linguistica (9): Non hanno acqua? Condividano una Coca-Cola.


In un'epoca che di condivisione fa un abuso comunicativo rivelatore (tutti ne parlano: significa che lo spirito di condivisione è in pericolo o perento), l'acqua (la potabile, in particolare) è oggetto di conflitti e, sembra, sempre di più lo sarà in un futuro nemmeno troppo lontano. 
In rapporto paradigmatico con l'acqua (come la famigerata brioche col pane: in absentia, appunto), non stupisce di conseguenza la Coca-Cola vada appunto condivisa. Del resto, così, anche il vino, in opportuni riti laici e religiosi: "chi non beve in compagnia...", "....e bevetene tutti". Frizzante lavacro che, riflessivamente, purifica dal peccato (un tempo si sarebbe detto consumistico) di praticarlo.
Il rito della comunione è globale, come il ruttino (altrimenti come lucrerebbe chi lo vende?). Non deve sembrare qualunque, tuttavia. È proposto adesso con l'aggiunta della simulazione iterativa d'un valore personale, se non individuale: "condividi con...". Le bottiglie portano allora un nome proprio o un'antonomasia, nella variazione cromatica di sangue arterioso e venoso, che è variazione di zuccheri. Un'antonomasia forse perché Zero ha come target proprio le Nullità (doloroso valore d'oggi su cui capiterà prima o poi ad Apollonio di ritornare).
Trascorrere tra gli scaffali d'un supermercato, per il linguista da strapazzo, è occasione di ilare meditazione.

[Qualche giorno dopo, alla ricerca di valore glocal e in funzione di altra importante articolazione della socialità comunicativa italiana:


Campagne simili in aree geolinguisticamente differenti? O ancora un tributo alla risentita marcatezza siciliana che in anni recenti ha rinnovato i suoi fasti trasparenti per opera di Andrea Camilleri?]

4 commenti:

Pasquale D'Ascola ha detto...

Ma lei sa Apollonio che il giorno, non so se fatale, fatato o fatidico, in cui si aprirono le pance del distributore de i' Ko'a 'ola con dedica qui nel corso di Vittorio Emanuele a Milano, ebbene c'era la coda? La folla non era in tumulto e il pan non le mancava. Mancava il superfluo e Pedro che con il suo juicio adelante se ne andò.

Suo Pasquale D'Ascola

Apollonio Discolo ha detto...

Apollonio non ne dubita, acceso Lettore: la coda (ma di questo altrove) è attributo d'elezione del Moderno (e dei suoi attuali cascami). Ma in giorni lontani (come gli ricorda il suo alter ego) e in un'assolata meridie mediterranea, teso a determinare valori di arcane opposizioni tipologiche, dopo aver trangugiato un veloce panino, gli zuccheri e la caffeina d'una Coca-Cola, molto e molte volte gli giovarono a (e)ruttare liberatorie sciocchezze. Così che Apollonio finisce per non avercela nemmeno con la Cola-Cola né con chi ne fa oggetto di coda.

Vito Lucio Maria ha detto...

... eccola la ' risentita marcatezza siciliana ', che mai manchi: con rotte le più impensabili, plana sempre sul versante della verità.

Apollonio Discolo ha detto...

Verità di un'esperienza: niente altro.