11 giugno 2016

Émile Benveniste, come ciambella

Scusino Apollonio i suoi due lettori: questo frustolo ha ragioni strettamente personali. Esso va in soccorso del suo alter ego. Oggi, nel tardo pomeriggio, lo sconsiderato è impegnato in una scabrosa congiuntura acquatica. Apollonio dubita ne esca indenne e teme anneghi. Non esclude così che possa venirgli utile, come ciambella di salvataggio, Émile Benveniste. A ogni buon fine, gliene rammenta parole inaffondabili.


"En réalité la comparaison du langage avec un instrument [...] doit nous remplir de méfiance, comme toute notion simpliste au sujet du langage. Parler d'instrument, c'est mettre en opposition l'homme et la nature. La pioche, la flèche, la roue ne sont pas dans la nature. Ce sont des fabrications. Le langage est dans la nature de l'homme, qui ne l'a pas fabriqué. Nous sommes toujours enclins à cette imagination naïve d'une période originelle où un homme complet se découvrirait un semblable, également complet, et entre eux, peu à peu, le langage s'élaborerait. C'est là de la pure fiction. Nous n'atteignons jamais l'homme séparé du langage et nous ne le voyons jamais l'inventant. Nous n'atteignons jamais l'homme réduit à lui même et s'ingéniant à concevoir l'existence de l'autre. C'est un homme parlant que nous trouvons dans le monde, un homme parlant à un autre homme, et le langage enseigne la définition même de l'homme" (De la subjectivité dans le langage (1958), adesso in Problèmes de linguistique générale, Gallimard, Paris 1966, p. 259).

Apollonio sa che il suo alter ego non le condivide fino in fondo (nemmeno egli medesimo, peraltro) ma è sicuro che, se il rischio è di andare al fondo, vi si aggrapperà. 
Del resto, come quasi tutto ciò che il grande allievo di Antoine Meillet ha lasciato in eredità a chi vuol riflettere sulla lingua in modo autenticamente linguistico, esse sono uno splendido punto di arrivo e, al tempo stesso, un buon punto di partenza. Per andare oltre.

2 commenti:

Vito Lucio Maria ha detto...

Un punto di partenza, fatto di quello che si ha e in fondo non è poco, e l'andare oltre, si può andar oltre. Carenza mia d'attenzione, è molto probabile, ma è la prima volta che leggo (salvo io non allucini, rischio costante dell'interpretazione) di speranza che s'accompagna al proponimento in Apollonio. Quanto al suo Alter Ego, vi è una severità di combattente che spira da tutte le sue fatiche, che dice del proponimento ancor meglio e della speranza, sia pure de relato, rende testimonianza.

Apollonio Discolo ha detto...

Apollonio, forbito e amabile Lettore, è un vecchio discolo e irragionevolmente ottimista, come sa. Il suo alter ego sa che oltre si va, ineluttabilmente. E pensa che, fin che si è in tempo, vale forse la pena di cercare il proprio fronte di avanzamento individuale, se ci si riesce.