8 novembre 2006

Bolle d'alea (3): Voltaire, Sciascia

E a proposito di Leonardo Sciascia: oggi che, con pretesa di minoranza intelligente, gli "illuministi" sono tali per semplice autodichiarazione ("Quanto a me, io sono un illuminista...": esagerato! che tu fossi anche solo un po' illuminato basterebbe), merita d'essere ricordata la sua ripresa (dove, l'ho dimenticato) delle parole che a Voltaire (nel Dizionario filosofico: o sbaglio?) ispira chi si impanca a giudice nella repubblica delle lettere (e non sono pochi: eventualmente, Dio lo scampi, anche colui che qui per autocritica si aggrappa a questo duplice e sfuggevole riferimento):
"Le plus grand malheur d'un homme de lettres n'est peut-être pas d'être l'objet de la jalousie de ses confrères, la victime de la cabale, le mépris des puissants du monde; c'est d'être jugé par des sots".

2 commenti:

Supermelon ha detto...

Caro Apollonio Discolo, il rinvio è esatto : si tratta della fine dell'articolo "Lettres, gens de lettres, ou lettrés", pubblicato dal Voltaire nel suo Dictionnaire philosophique, edizione di 1765. I falsi giudici ai quali pensava Voltaire, erano i fanatici, ma anche i preti in generale e i gesuiti in particolare.

Apollonio Discolo ha detto...

Grazie, caro Supermelon. La memoria del Discolo scema. La sua pigrizia aumenta.