Opporsi a ciò che è socialmente conforme non è faccenda di poco conto in nessun campo della vita associata. Non bisogna essere profondi antropologi o attrezzati sociologi per dimostrarlo e per rendersene conto. Basta un'occhiata, certo, un'occhiata riflessiva, a uno spezzone celebre di Bananas, un vecchio film di Woody Allen:
"Portare la biancheria sugli indumenti", invece del conforme contrario, è un cambiamento nell'ordine sintagmatico. Lo è, in quello paradigmatico, proclamare lo svedese "la lingua ufficiale del Bananas". Non è certo a casaccio che la sceneggiatura della spassosa pellicola ricorra in proposito a un tema linguistico. Sintagmatica e paradigmatica: Saussure occhieggia spesso nel mondo, per chi sa vederne, in filigrana, la sagoma finissima.
La lingua, bene sociale condiviso da una comunità, è d'altra parte fatta da innumerevoli e operanti conformità. E opporsi a ciò che nella lingua è conforme non dovrebbe essere faccenda di poco conto, ma...
Lo si osservava in questo diario, ora è un paio di mesi: per dare nome a manifestazioni pubbliche che intrecciano "cultura e spettacoli", un ordine delle parole alloglotto si è diffuso e ormai imposto "dove 'l sì suona". Non Festival della fisarmonica di Pratofiorito, come in modo conforme si farebbe in italiano (e, in genere, nelle lingue romanze), ma Pratofiorito Fisarmonica Festival (con Accordion al posto di Fisarmonica, caso mai, ma non di necessità), secondo l'ordine germanico reso globale dalla globalità dell'inglese: parole eguali (o quasi), linearità ribaltata. E valore diverso, come segno. Da designazione di una sagra strapaesana, anche solo sospetta, a designazione di un worldwide event, anche solo presunto e immaginario. Pratofiorito resta infatti Pratofiorito e mutare la posizione della sua menzione in un nesso nominale non basta a farne, d'incanto, una Seattle o una Shangai... Insomma, solo una piccola faccetta di un banale fenomeno di costume ormai generale, sul quale, ammesso ci si attardi a segnalarlo, visto che sta sotto l'occhio universale, sorvolare rapidamente.
Con l'espressione e con la lingua, Apollonio è tuttavia un candido marcovaldo: "non c'è tafano sul dorso di un cavallo, pertugio di tarlo in una tavola, buccia di fico spiaccicata sul marciapiede che non noti, e non faccia oggetto di ragionamento...". Quale forza, si è chiesto, è allora in grado di opporsi a un ordine linguistico conforme, a renderlo lentamente perento e a metterlo ormai fuori gioco, anche solo in un àmbito espressivo e comunicativo limitato? Accertato il sintomo, per servirsi di una metafora, di qual morbo si tratta?
L'analogia con "Portare la biancheria sugli indumenti" e con l'imposizione dello "svedese" come lingua ufficiale di Bananas è azzardata, Apollonio ne è consapevole. Forse meno però di come può parere a prima vista. È una caricatura, naturalmente, ma proprio in quanto tale è certo molto suggestiva: un tratto deve essere presente, perché una caricatura lo amplifichi. Come personaggio, Esposito (nella versione italiana del film porta, per comprensibili ragioni, il nome di Castrado) fa proclami spropositati, da matto e privi di effetti, ma, a pensarci bene, è un'allegoria. Non una persona, ma il segno figurato di un vettore socioculturale.
Per il mutamento di ordine di cui è qui questione non c'è stato infatti bisogno di proclami di un'autorità, ancor meno di un'autorità che ha perso il cervello, perché la gente del campo corresse compatta a obbedire. Resta però che, nella repubblica linguistica delle banane costituita dalla comunicazione di eventi di "cultura e spettacoli", è come se qualcuno avesse d'improvviso decretato in modo inappellabile che Pratofiorito e Fisarmonica hanno da precedere e non da seguire Festival.
Almeno in quell'area dell'espressione, si è sospeso così il modo conformemente italiano di metterli ordinatamente insieme: sotto le mutande, in altre parole, e sopra il pantalone o la gonna, per continuare nella caricaturale analogia. Lo si è sospeso in barba alla sua conformità. "D'ora in avanti Pratofiorito Fisarmonica Festival", ha decretato una voce tanto impositiva, quanto anonima. Sotto pantalone o gonna e sopra mutande, bene in evidenza. Perché in un altrove tenuto di globale prestigio, si ponga appunto, "lo svedese", si fa così. Poco importa, d'altra parte, che dove si fa così, lo si fa per mera e banale conformità e non, ecco il concetto necessario a inquadrare il fenomeno, per conformismo.
Ben distinto dalla conformità, a Bananas, decreta infatto il rovesciamento un rigoroso conformismo. Tanto più rigoroso, quanto più impersonale: senza qualcuno che si incarichi di rappresentarne umanamente la portata. A farlo è ciò che, nelle persone, ma soprattutto al di là di esse, l'umano ha sempre in eccesso: il neutro (né altro potrebbe essere) Allzumenschliches.
Troppo umano, il conformismo detta le tendenze e, con esse, capita determini talvolta le innovazioni. Lo fa, si osservi, a scapito della conformità, umana a sua volta, per prenderne il posto. Nel mutamento, come dice il modesto e marginale esempio che offre questo piccolo angolo della comunicazione pubblica, conformismo si oppone dunque a conformità. Il bersaglio designato del conformismo è la modesta conformità, comunque il conformismo si atteggi poi superficialmente, per il cosiddetto progresso o per la cosiddetta reazione. Chi è conformista, è anzitutto conformista, comunque poi metta all'opera tale tratto.
Sembra un paradosso, ma, per farsi luce nell'antro oscuro in cui è continuamente all'opera la macchina del mutamento, l'opposizione tra conformità, carattere umano, e conformismo, carattere umano all'eccesso, troppo umano, è una piccola bugia, da combinare sistematicamente con quella proposta dall'alter ego di Apollonio ora è un decennio. La macchina del mutamento è in effetti alimentata da fonti energetiche inesauribili o, meglio, che si esauriranno solo quando, con esse, lo farà la specie che le produce: cosa più di stupidità e conformismo corrisponde meglio a tale qualificazione?
Se la conformità dice dunque Festival della fisarmonica di Pratofiorito e il conformismo invece Pratofiorito Fisarmonica Festival, oggi "non c'è partita", per esprimersi appunto secondo l'odierno conformismo. Al diavolo ciò che è conforme. Viva ciò che è conformista!




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