9 dicembre 2008

"Uomo del passato"


Per i sottili canali sociali su cui scorre l'espressione, inarrestabile come l'acqua, Apollonio apprende che c'è chi, tra i sopravvissuti a Edoardo Vineis, liquidandone con malagrazia qualche segno del passaggio accademico, l'ha definito "uomo del passato". Vero, vivaddio. Qualunque sia la misura di Edoardo Vineis (anche minuscola, che importa?), egli era proprio un "uomo del passato": consapevole di quel passato moderno della linguistica cui appartengono für ewig coloro che la linguistica l'hanno appunto costruita e consapevole di quell'antico passato cui appartengono für ewig coloro che hanno costruito la civiltà occidentale.
La stupidità, quando vuole offendere, loda.

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