1 settembre 2009

Lingua nel pallone (2): Ancora su "attaccare la profondità"


Per le vie brevi, una lettrice che si dichiara lontana dall'attuale gergo degli appassionati del gioco del calcio, curiosa, chiede lumi ad Apollonio quanto alle espressioni che figurano nel post precedente. Ecco dunque qualche glossa approssimativa, pronta per un ideale dizionario dell'effimero.
Prendere in mano la squadra (più correttamente ed in origine, prendere per mano la squadra): fungere da punto di riferimento, in campo (ma anche fuori del campo), per i compagni di gioco; soprattutto nei momenti critici, guidarli, come un adulto fa con i bimbi, verso obiettivi che parrebbero loro difficilmente raggiungibili e portarli a conseguirli (talvolta in modo insperato).
Giocare tra le linee: detto di calciatore che opera tra il centrocampo e l'attacco, essere capace di trovare spazi di gioco non coperti dalle tattiche difensive degli avversari nella propria area di competenza del campo.
Attaccare la profondità: avere la capacità e la propensione ad andare, con o senza possesso della palla, verso il fondo della parte del campo di pertinenza degli avversari (e quindi anche verso la porta), penetrandone perpendicolarmente le linee difensive.
Cercare il triangolo: passare il pallone a un compagno, scattando immediatamente verso una posizione avanzata, suggerendogli così col proprio movimento un rapido e successivo passaggio che, col primitivo e col movimento senza palla, completa sul campo l'ideale figura di un triangolo. Per un comportamento del genere, ma in una prospettiva più generale, si adopera anche l'espressione dettare (a qualcuno) il passaggio.
Vedere la porta: avere una particolare attitudine al tiro verso la porta avversaria, da posizioni varie e con rilevanti percentuali di buon esito.
Apollonio passa tuttavia la palla a chi, dei suoi due lettori, potrà e vorrà apportare a queste modeste glosse correzioni e aggiunte migliorative.

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