31 agosto 2011

"La Cina è vicina"

Quasi mezzo secolo fa, stava scritto sui muri, eventualmente in caratteri rossi: speranza e minaccia. Oggi, non c'è più bisogno di scriverlo, tanto meno sui muri e in caratteri rossi. Sulla via della piena realizzazione della minaccia, si è già verificato, come sempre, quanto fosse infondata la speranza.

[In immagini, da Marco Bellocchio alla pubblicità di una nota marca di caffè.]

4 commenti:

Sesto Sereno ha detto...

Chi vive sperando muore cantando "...meno male che Silvio c'è!"
Blak

Apollonio Discolo ha detto...

L'amabile lettore sa che, per linea editoriale, il blog di Apollonio si tiene lontano dai temi dell'attualità che fanno da pretesto all'assordante frastuono della comunicazione pubblica.
Diversamente, diventando solo una tra tante, la sua flebilissima voce ne verrebbe travolta, perdendosi nei cori, apparentemente opposti ma accomunati dall'essere appunto cori, che stridono accaniti e rabbiosi nella bolgia.
Del resto, nell'incipit del post del 12 settembre 2009 c'è tutto ciò che Apollonio ha da dire in proposito. E che meraviglia se, d'improvviso e come per un incanto di superiore civiltà, scendesse sul tema un superbo, elegante, assoluto silenzio.

cartabaggiana ha detto...

nihilismi massimalistici.

Vito Lucio Maria ha detto...

Pare che in Cina non si insegni (e dunque non si studi) il Greco antico da nessuna parte. Presso l'università di Pechino Studi stranieri "Beiwai", è stato di recente attivato un corso di latino, con funzione di vezzosa mosca bianca; non è dato sapere con quali esiti in termini di seguito e di passioni. Nonostante la dirigenza stalinian-thatcheriana sembra aver compreso la decisività del pensiero, non ha ancora acquisito discernimento di ciò che davvero serve per disporre di menti "creative", con le quali in tempi strategici potrebbero almeno in parte prevalere deeply su di "noi".
Il primato "in matematica" dei loro studenti è ricompreso entro le ancillari abilità di calcolo. I motivi di questo apparente successo matematico sono compensatori, come spiega bene Maryanne Wolf nel suo pregevole "Proust e il calamaro".
Con simili argomenti si può ipotizzare, ed anche con una certa verosimiglianza, che la Cina è lontana e resterà lontana, speranza o minaccia che sia.
Si sa che Apollonio non giudica nulla e nessuno, ma non è escluso che voglia valutare quanta disperazione questa ipotesi sia capace di contenere.