1 aprile 2014

Sommessi commenti sul Moderno (11): Persona, prima

Complesso e, al tempo medesimo, evanescente. Tale venne fuori io dal Moderno. In ogni sua forma, nel bene e nel male, se ne rivelò, in quel tempo, la natura di persona inaffidabile. Io fu persino dichiarato, a tratti, persona non gradita: così si espresse più d'uno sospettabile d'intelligenza (vale la pena di far nomi?).
Del resto, prima persona? Per il pregiudizio ideologico d'una terminologia grammaticale che recalcitra ad ammettersi cervellotica, oltre che arbitraria, ed è perciò immagine perfetta della presunta civiltà che vi si riconosce indefettibilmente. E vi si riconosce meglio che in ogni altra sua faccetta, ivi comprese la politica, la sociale, l'antropologica.
Ci si faccia caso, sul sistema del genere, per esempio, capita si discuta e, talvolta, si cambi persino opinione e orientamento. Sul sistema della persona (e sulla prima persona, in particolare) si può discutere quanto si vuole, ma che si cambi opinione o orientamento non capita quasi mai: al massimo, le discussioni si prendono a pretesto per moltiplicarli, gli io, assecondando il comodo.
Prima in cosa, del resto, come persona, la prima persona? Forse solo nella graduatoria della volgarità. Oggi, per esito paradosso di analisi, messe in guardia e disdegni d'antan, uno sterminato e incontrollato germogliare di io s'è fatto inestricabile selva: il Moderno vi ha smarrito la sua strada e, stremato tra la sterpaglia degli io interminati, si va sempre più rapidamente putrefacendo.
Incontrare prime persone diventa così sempre più facile. Se ne trovano a ogni trivio. Con larghezza d'esempi per i frequenti incontri, è altrettanto facile allora osservare che l'indice d'uso più alto di io sta nell'espressione di persone che così si rivendicano prime (o aspirano a divenirlo), cui non si mancherà d'altra parte di concedere (se a loro così piace) che prime sono, ma che, anche per via dei loro io ossessivi, dicono impudicamente al mondo di non essere belle persone.

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