24 giugno 2016

Lingua loro (36): "...quella più gettonata"

"Maturità, la traccia sul valore del paesaggio è quella più gettonata", scrive l'Ufficio Stampa del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca.
"Quella più gettonata": tre parole. Ne sarebbero bastate due: "la preferita" o "la favorita". Tre per due: non è buon segno o, se si vuole, è segno dei tempi. Segno dei tempi e di un'evoluzione ormai più che tendenziale è d'altra parte anche l'enfatico quella che ricorre dove lo farebbe per antica dignità un meno appariscente la.
L'epoca e la sua direzione sono del resto palesemente contraddittorie. Lo si coglie fin negli infimi indizi, come sono i qui esposti. Si dice, anzi si millanta di preferire velocità e brevità nella comunicazione ma, non appena una scelta si dà, si praticano stucchevoli perifrasi, forme lunghe, surrogati, derivati e parole senza succo. Ha un succo, invece, gettonata. Ma che succo?
Senza averne merito, Apollonio è tra coloro che videro nascere il verbo gettonare e, nell'espressione quotidiana, ne videro il participio passato sempre più fortunato (o più gettonato, se così si vuol dire sulla scorta del Ministero). In breve, gettonato divenne autonomo e si istituì funzionalmente come mero aggettivo.
Erano gli anni del juke-box. Il successo delle canzonette si misurava con il numero di gettoni (o di monete) che la macchina ingoiava per riprodurle. Il juke-box assolveva il suo compito con procedimenti meccanici e secondo protocolli analogici che il ricordo rende oggi quasi teneri. Il braccino prelevava il disco dalla teca. Lo sollevava in posizione verticale. Lo deponeva infine sopra il piatto in posizione orizzontale. La traccia era così pronta a essere percorsa dalla testina. Per metonimia, erano i movimenti di una società in età ancora infantile e balbettante: la società nella cui fase matura comunicazione e cosiddetti consumi culturali sarebbero divenuti invece incondizionati e illimitati, come sono appunto oggi.
Circostanze materiali (il juke-box) e morali (il successo misurato in termini di gettoni) davano a quel mondo un aspetto di durevolezza. Ma era un aspetto ingannevole. Di esso, nulla è oggi sopravvissuto. Tranne la cosa che poteva parere meno solida. Una parola: gettonato. E il suo succo, ormai irrimediabilmente irrancidito, è ciò che si trova a dare un paradossale sapore di antica modernità, per chi sa coglierlo, alla prosa ministeriale. E (ohibò!) alle sue "tracce".

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