27 maggio 2011

Parole che parlano (5): Millennio

Ora è una dozzina d'anni, millennio stava sulla bocca di tutti e, se così si può dire, se ne aveva ben donde. Come evento preparatorio, non capita proprio ogni giorno di vedere cambiare tutte insieme le cifre del "contachilometri" con cui l'Occidente calcola arbitrariamente la deriva dal suo incipit cristiano. Non capita ogni giorno di potere, infine, mutare in uno l'ultimo zero di una sequenza di tre, rompendo così l'apparente sospeso incantesimo di un nulla. Come non attendersi allora un po' di infantile eccitazione? Come non giustificarla?
Pian piano, millennio è rientrato nei ranghi. La vieta e triste quotidianità del decennio trascorso l'ha ingoiato. Il problema di molti, dall'inizio del nuovo millennio, è diventato sopravvivere oltre, come si dice, la terza settimana. Chi ha più animo di evocarlo, il millennio? Sulla bocca o sotto la penna di qualche attardato, millennio tuttavia resiste e le sue ricorrenze, fuori della banalità, ne stagliano meglio il profilo sull'orizzonte, così che oggi (pensa Apollonio) se ne può dire profittevolmente.
Proprietà universale delle parole è di avere valori etici e teoretici mutevolissimi e dipendenti strettamente dal punto di vista a partire dal quale esse vengono proferite. Millennio è tra quelle che meglio palesano tale proprietà.
Il punto di vista retrospettivo fa infatti di millennio una parola teoreticamente proba. Combinata al passato, essa è soggetta a verifica. La verifica la rende immediatamente nobile. E anche elegante. Due millenni di storia ha la Chiesa. Laico quanto voglia, chi ne dubiterà? E chi penserà che la sua (eventualmente criticabile) testimonianza non poggi sopra una veneranda permanenza? In funzione del passato, millennio è una bella parola.
Si passi invece adesso al punto di vista prospettivo. Millennio prende subito l'aspetto di un emblema: dati gli insuperabili limiti umani, l'emblema di una millanteria teoretica. E (come fa notare ad Apollonio un cortese sodale) non si tratta certo di un caso: millennio e millanteria rampollano dal medesimo stigma etimologico.
Il millantatore che si pone in bocca o sotto la penna il millennio prospettivo farà ridere, di conseguenza. L'ilarità non deve fare dimenticare però che, coniugata al futuro, millennio è parola eticamente sinistra. E ce ne sono prove lampanti. O ci si è già scordati del tausendjähriges Reich, del Reich millenario della propaganda goebbelsiana?
Altro che millennio, ovviamente. Come si sa retrospettivamente (è la dura legge cui deve sottostare una parte importante della cosiddetta conoscenza umana), tutto durò ancor meno di una generazione. Una miserabile dozzina d'anni. Non c'è quindi migliore prova della millanteria spudorata e ridicola che si accompagna al millennio prospettivo, da commentare eventualmente, imparando da Totò, solo con un "Ma mi faccia il piacere!". Di nuovo, però, la risata si gela. Complici la stupidità e la fulminea velocità del suo contagio, quanto è tragicamente costata la prova che si trattava di una invereconda millanteria?
La replica di una tragedia si presenta di norma come una farsa. Il consolatorio pensiero si deve a Karl Marx, come si sa: un noto specialista del pensiero prospettivo. Quindi sarebbe forse il caso di fare gli scongiuri. In proposito, è già del resto indubitabile che, almeno per un aspetto della questione, Marx come profeta si sbagliava. Ci si riferisce al numero grammaticale. Anche quanto a millennio, la tragedia, replicata, non si realizza infatti come una sola farsa ma come una sterminata serie di gag grotteschi e lillipuziani.

4 commenti:

NostraDannus ha detto...

Ora si sa, da una dozzina d'anni nell'occidente italiano è scattato il millennium gag.

Apollonio Discolo ha detto...

Proprio così, gentile e pronto lettore. E a chi gli dice millennio, Apollonio (maleducato) scoppia a ridere in faccia.

Sesto Sereno ha detto...

E’ vero, “valori etici e teoretici mutevolissimi e dipendenti..” anche dalla dimensione spaziale, Apollonio. Un millennio scandito, con valenze simboliche che lo riferivano all’intero Creato, non è lo stesso millennio relegato, con valenza simbolica prossima allo zero, all’interno del cambio di data di sistemi informatici. Ambedue, comunque, “rientrati nei ranghi” ben presto, lasciando i sopravvissuti aggrappati alle loro vite, fiduciosi allora, annoiati ora e rattristati dalla serie lunghissima di farse già viste e replicate. Dunque, si accomodino signori, avanti c’è posto e c’è tempo per ridere e per rodere, fino alla prossima uscita per l’eternità Come se nell’eternità si potesse entrare ricominciando a contare da mila più uno …ma mi facciano il piacere!
Blac

Anonimo ha detto...

"deriva dall'incipit cristiano.."..

a conti fatti, pare proprio chel'unica cosa che Cristo - suo malgrado - abbia inventato sia stato il calendario.

saluti

Cartabaggiana