23 giugno 2011

Dall'ultimo banco, il buon Nando (2)

Cinquantotto secondi di una lezione di Leonardo Sciascia, un maestro siciliano, giustamente celebrato e oggi, ancor più giustamente, molto rimpianto.
Il buon Nando arrivava in età scolare proprio negli anni in cui il giovane maestro prendeva stabile servizio nel Parnaso intellettuale nazionale.
Seduto sul banco dell'ultima fila, solitario e ben più che un po' scemo, Nando ne ha ascoltato l'insegnamento e ne ha ripetuto la classe infinite volte. S'è applicato, non si è distratto, ha letto i libri. Niente da fare: sempre bocciato.
Così, a proposito di quei cinquantotto secondi, per timidezza ha rimandato giù, anno dopo anno, una domanda che gli arrivava sulle labbra, certamente cretina: "E va bene, signor maestro, Lei, si vede da come parla, è tanto intelligente: come potrebbe non avere ragione? Le idee, è vero, muovono il mondo. Ma è proprio certo che, umanamente e un po' a casaccio, non lo facciano sovente nella direzione del baratro?"

2 commenti:

cartabaggiana ha detto...

idee che muovono il mondo?

la questione è semmai: potrà mai guarire un malato che non ne ha voglia?

Sesto Sereno ha detto...

Non lo so, illustre Apollonio, non lo so, non posso certo escluderlo, ma non me ne preoccupo più di tanto.
Infatti, leggo quel suo confortante "umana-mente" e penso che "un dio sorride dall'alto, giovane di vita eterna". Non avrei fede se nascondessi di averla.
La citazione e di M. Veneziani, rubata da "Amor fati".
Blak