17 maggio 2012

La santa Valutazione

I modi sono insinuanti. Solo apparentemente cortesi. In realtà spicci e, almeno allusivamente, violenti: "Sei libero, come ben sai, di fare esattamente come ti si dice di fare". 
Son i modi che impone l'attuale fase di putrefazione del Moderno alle contrade del mondo un dì definito appunto libero, per opposizione. C'era ovviamente involontaria ironia in tale definizione e ora che la maschera si fa più trasparente e meglio si intravede il volto, con modi del genere la Valutazione prende, pian piano e farsescamente, il ruolo che, prima del Moderno, fu tragicamente dell'Inquisizione. 
Lo prende ovunque, nella società, ma a questo blog (ed è un suo limite) son più presenti le futili aree del cosiddetto pensiero e dei tentativi della sua condivisione, come scuola e università. Con la Valutazione, vi riappaiono forme nuove, comicamente degradate, dell'Indice. E sul fondamento di liste preparate da istituite congregazioni di dotti (che devono essersi presi molto sul serio: si spera per loro, solo per dovere d'ufficio), si sono fissate quali sono le vie che destinano un'opera dell'ingegno alla gloria del Paradiso, alla penitenza del Purgatorio o alla dannazione dell'Inferno. Tutti criteri "oggettivi", ci mancherebbe. 
Del resto, e per menzionare, come oppositivo paragone con l'attuale grottesco, una vicenda del tragico culmine del Moderno, le vittime delle Purghe staliniane non erano "oggettivamente" complici dei nemici della Rivoluzione? E non si voleva, processandole, che esse medesime se ne rendessero conto e, arrendendosi all'evidenza, l'ammettessero?
L'"oggettività" ha questo di buono. Basta che qualcosa sia fatto passare per "oggettivo" e, di botto e miracolosamente, termina ogni discussione: "Più chiaro di così, cosa vuoi?". Per chi è a corto di idee (e di metodi), ognuno lo capisce, un'autentica benedizione.
Apollonio (ben lo sanno i suoi cinque lettori) è un inguaribile ottimista. Starebbe altrimenti qui a rimestare in pubblico le quattro sciocche parole che gli frullano di continuo per il capo? Pensa di conseguenza che, come l'Inquisizione, anche la santa Valutazione e i suoi Indici prima o poi passeranno. Del resto, tutto passa.
Prima che la Valutazione sarà passata, però, se ne saranno imbastiti, come fu per l'Inquisizione, i conseguenti processi, tutti da celebrare col crisma della menzionata "oggettività". Sottili, sono già partite infatti le relative torture: chi non ne è già stato vittima? 
Apollonio consiglia, come fuga dal dolore, un'implorazione: "Mi si dica subito, vi prego, cosa si vuole io dica. Mi si suggeriscano i modi della mia parola. Guai non fossero quelli giusti e dispiacessero perciò alla globale Stupidità, somma autorità umana del mondo, che chiede con ragione a tutti e anche a me, chiamato a questo giudizio, di esserle adeguatamente conforme e, certo, più conforme di come son stato fin qui capace di esserle, per via di limiti di cui è bene io faccia fin da adesso completa e contrita ammenda, smettendo altresì di condurmi in modi di cui amaramente mi dolgo e mi pento".

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Bellissimo sillogismo: siccome Stalin millantava che qualcosa fosse "oggettivo", e non lo era, allora nulla può essere davvero oggettivo... Di che si preoccupano i filosofi? La soluzione era così semplice!

Magar

Apollonio Discolo ha detto...

Forse è invece solo una precipitosa inferenza la Sua, gentile Lettore (o Lettrice).
Che i filosofi si occupino di stabilire cosa sia oggettivo (e se qualcosa d'oggettivo ci sia) è tema che supera le modeste competenze e capacità di Apollonio.
Qui, egli voleva solo segnalare che, dell'oggettività, capita oggi si facciano ed è già capitato in passato si siano fatti usi sociali, diciamo, non troppo filosofici. Quindi, un po' di accortezza, un po' attenzione, nell'uso di risorse tanto potenti e in predicato d'essere assolute (o finali) non solo i filosofi ma forse anche i filosofi dovrebbero mettercela. C'è sempre gente, in giro, che ci mette poco, con una scusa o con un'altra, a deporre la filosofia e a prenderli sul serio.
Insomma, prima di proclamare com'è il mondo o, peggio, come dovrebbe essere sarebbe forse bene ricollocare la propria testa, per un po' e magari solo per esperimento, dalla parte di chi il mondo può capitare lo veda da una diversa prospettiva e (senza che perciò sia necessario dargli del cattivo sillogista) si fa qualche domanda, foss'anche impertinente.
Trova che sia troppo faticoso? Che vuole che Apollonio Le dica: La capisce. Far diversamente è più comodo, oltre che più rassicurante.