4 gennaio 2026

Linguistica al volo (2): "Attacco / Blitz Usa" e "catturato / preso Maduro"


Rapporti sintagmatici e rapporti paradigmatici, asse della combinazione e asse della selezione in piena evidenza. Una costruzione identica che varia, in modo parafrastico, per commutazione di elementi lessicali largamente sinonimi, con funzione di predicato (attacco e blitzcatturato e preso). 
Una loquace illustrazione, d'altra parte, della diversità dei rapporti che corrono tra l'elemento con funzione argomentale, un nome proprio nei due casi (Usa e Maduro) e l'elemento con funzione predicativa, che in una clausola è un nome (attacco e blitz), nell'altra un participio (detto passato, nella corrente terminologia grammaticale: catturato e preso). Della predicazione manifestata da attacco e blitz, Usa è infatti il soggetto: la diatesi della clausola è pertanto attiva (e assoluta, si può aggiungere). Di quella manifestata da catturato e preso, Maduro è l'oggetto diretto: la diatesi della clausola è pertanto media. 
Ne segue che, rispetto ad attacco e a blitz, il nome proprio Usa funge superficialmente da attributo: equivale insomma a un aggettivo (di relazione), per es. statunitense ('attacco', 'blitz statunitense'). E il collegamento, nella brevità 'telegrafica' tipica del titolo di una gazzetta, è ottenuto per giustapposizione con ellissi di un elemento superficiale congiuntivo, come sarebbe una preposizione: '...degli Usa', '...da parte degli Usa'.
Non c'è ellissi invece per l'espressione del collegamento tra i participi catturato o preso e Maduro, garantito compositivamente dall'accordo per numero e genere. E la clausola è nel suo insieme un classico costrutto participiale. 
L'ellissi, caso mai, riguarda la manifestazione del soggetto di questa seconda predicazione, ma non si può dire propriamente che una ellissi ci sia, dal momento che, contestualmente e al di là della esplicitazione delle forme, è chiaro che chi ha 'catturato' o 'preso Maduro' è chi fa da soggetto della prima clausola. Si è insomma di fronte a un classico caso di anafora.
La denotazione - lo si è detto in esordio - non muta e si è pertanto parlato di un buon rapporto parafrastico, tra i due titoli. Varia forse la connotazione. Se catturato e preso si equivalgono (sempre che preso abbia un oggetto diretto per cui è appropriato il tratto [+ umano] o forse e più genericamente [+ animato]), hanno connotazioni sufficientemente diverse attacco e blitz e non soltanto perché il secondo è un prestito, anche se ormai largamente stagionato. 
Di blitz, "rapida operazione militare o di polizia effettuata con estrema precisione e senza preavviso", il primo supplemento del Battaglia dà un'attestazione del 1945, sotto la penna di Vittorini, ma c'è da scommettere che non ne manchino esempi in scritti (giornalistici) che precedono quella data. 
Nel 1942 Migliorini aveva d'altra parte curato di inserire Blitzkrieg tra le parole nuove del suo arricchimento del Panzini: "il nuovo tipo di guerra iniziato dalla Germania (1939, campagna di Polonia)". Ed è appena il caso di notare di passaggio come la storia non lesini la sua feroce ironia al povero lavoro dei lessicografi (e ci sarà allora da preoccuparsi?). 
Ma sta appunto in ciò la differenza connotativa tra blitz e attacco ed è una differenza di aspetto. Diversamente da attacco, neutro o polivalente quanto all'aspetto, blitz è infatti aoristico, verrebbe fatto di dire, estendendo sperimentalmente la categoria grammaticale, di norma riservata al verbo, anche al nome, nel momento in cui esso funge da predicato. Perfettivo è invece l'aspetto della seconda clausola e il participio (catturato o preso), piuttosto che passato, andrebbe appunto qualificato come perfetto, con terminologia più adeguata. 

[E un pensiero alle care memorie di Ripio, di Maurice e di Carol.]