Ecco l'alter ego di Apollonio in libreria, la maggiore della città in cui vive, e al banco delle informazioni. Dalla parte opposta una persona molto urbana e, con lui, in rapporto di reciproca conoscenza. Di età non ancora sinodale, ma nemmeno da catecumenato, nella funzione. Insomma, millennial. "Cerco un vecchio libro di Giorgio Bocca, Togliatti... ma deve essercene una ristampa recente". "Controllo... Come hai detto che fa il titolo?" (On se tutoie tout le temps maintenant dans les magasins). "Togliatti". Sguardo perplesso e interrogativo. "Togliatti... non sai chi fu?". "Ah sì, scusa... l'amico di Gramsci".
A scanso di equivoci: non se ne sta menando scandalo. E di cosa, poi? È un dato. E di chi, davanti a un dato, si scandalizza, tanto Apollonio, quanto il suo alter ego hanno sempre diffidato: racaille!
È invece una seria faccenda di nomi propri, di enciclopedia, di descrizione definita, di antonomasia: tutte cose che alla strana coppia stanno a cuore, come si sa. E di sic transit..., perché non c'è saggio motto che più si fondi sul valore di nome proprio e sulla sua ineluttabile volatilità: "Carneade..."
C'è soprattutto ironia, infine, di cui la lingua nel tempo è la più grande maestra: "...l'amico di Gramsci" è in proposito impagabile. Lo si riconosca.

"[Il] tutoyait quiconque le tutoyait". Ed era solo il 1996.
RispondiEliminaCerco di seguire l'esempio, ma ancora non mi riesce di farlo con disinvoltura.
Il web ha soccorso Apollonio, che adesso sa donde viene la citazione, sapiente Lettrice. Grazie. Anche Apollonio e il suo alter ego vivono una dissociazione comparabile: è buona educazione restare ben educati, quindi in conflitto di persona, o adeguarsi, con l'animo che confligge intimamente con gli antichi precetti? Poi, a farli sorridere, è il pensiero che Cesare, come gli addetti e le addette alle vendite, aveva una sola forma di indirizzo e che ciò che ruggisce loro dentro è solo il riflesso di arzigogoli e complicazioni medioevali.
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