Nei giorni scorsi, una frana è (metaforicamente) franata sopra le cronache, che ne sono state momentaneamente riempite. Ma la frana in questione, spettacolare per il pubblico e drammatica per chi ne subisce un danno, è solo una tra le tante in una terra che, tra rilievi e corsi d'acqua, è letteralmente disposta a franare. A ciò l'hanno destinata caratteristiche fisiche e rapporti tra ambiente e comunità che vi hanno vissuto e vi vivono.
Dell'Italia fisica, quella frana, una per tutte, può dunque essere considerata una sineddoche. Lo è in effetti anche quanto alla cittadina di Niscemi. Come sineddoche, rientra tra i casi di metonimia. Niscemi frana, la parte; l'Italia fisica, il tutto, frana.
Non c'è bisogno che si dica, tuttavia, che frana e il derivato franare hanno da gran tempo sviluppato un valore connotativo e metaforico: dal fisico al morale, non c'è àmbito in cui un degrado, una rovina non possa essere metaforicamente qualificato come una frana.
A tale valore attinge naturalmente l'acuta vignetta che pubblica oggi un quotidiano nazionale (e che Apollonio trova in rete). Vi si esprime (si osservi il genere del participio) una figurina che tratti appena abbozzati, ma loquaci, rendono facilmente identificabile. Non è Niscemi, ovviamente. È il tutto in cui Niscemi si trova iscritta. E non strettamente il tutto fisico, ma anche e forse soprattutto il tutto politico. L'Italia, come nazione e, proiettivamente, come stato, o chi la rappresenta è seduta sopra una frana da cui sta per essere travolta. La frana è qui una metafora, ma poggia, come dice l'immagine, collaborando con il testo, sopra la già esposta metonimia. Anzi, la amplifica.
Attenzione però, perché a questo punto a Niscemi (e dintorni) appare lo spettro di Roman Jakobson e viene il bello. La metafora (operando sulla somiglianza) qualifica il simbolismo della poesia, la metonimia (operando sulla contiguità) qualifica il realismo della prosa, sentenziò con provocatoria acutezza il "filologo russo", inventore di strumenti indispensabili per chi vuole fare della linguistica una disciplina autenticamente critica (cioè capace di discernimento). Che una vignetta proceda per metafora è allora ovvio. È un oggetto artistico (e umoristico): sta indubitabilmente sotto il segno della poesia, attività nella quale il Made in Italy si è specializzato da secoli.
Sotto la poesia della metafora, c'è tuttavia, prosastica, la metonimia. Sotto la frana, ci sono le frane. E, considerato appunto il favore che, nella nazione, gode la poesia sulla prosa ("...poeti, santi e navigatori..."), c'è il rischio (o la certezza?) che la frana metaforica frani non solo sopra la frana fisica di Niscemi, metonimica, ma anche sulla totalità delle frane fisiche, finendo, come capita spesso e ancora una volta, per nasconderle.

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