27 febbraio 2026

Sommessi commenti sull'Ultra-Moderno (11): Memoria

Al pari della personale, la memoria collettiva rischia sempre di essere impressionistica tanto per difetto, quanto per eccesso. Ha pertanto valore solo quella esplicitamente selettiva, perché fondata sopra criteri di pertinenza. Un fondamento siffatto domanda attenzione, scelta, accertamenti. Richiede insomma un consapevole e faticoso lavoro. Ricordare impegna e costa. 
Oggi passa invece per memoria una risorsa meccanica tanto a buon mercato, perlomeno in apparenza, e che consente un esercizio mnemonico tanto agevole, da non stupire che se ne faccia uno spreco continuo: una ridondanza che finisce per corrispondere nei fatti a una prassi universale di oblio. Anche la denominazione, dalla prospettiva sociale, si rivela pertanto conforme al modello preconizzato da George Orwell: collettivamente, memoria è dimenticanza.  
Questo è il quadro, nella sua faccia seria, se si vuole dire così. Ma ce n'è, come sempre inseparabile, una ridicola. Con la loro paradossale e ossessiva caducità e come palesi manifestazioni di dissipazione della memoria, vi si trovano le continue commemorazioni pubbliche di cose, di fatti, di persone appunto tutt'altro che memorabili. 

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