2 agosto 2026

Parabole (10): Happy hour


"Nasci da incendiario, muori da pompiere, dicono": questo asciutto sommario della parabola morale di molte vite, illustri e no, sta nel testo di una canzone di Luciano Ligabue. È certamente menzione di un già detto. Il rocker di Correggio ha l'uso di infilare cliché nelle sue composizioni, che hanno perciò spesso un tocco di straniata familiarità: "chi si accontenta gode, così così", da Certe notti, è esempio preclaro in proposito. 
Fuori dell'appello al luogo comune, con il "dicono" di Ligabue, Apollonio non sa però donde sia sortita la bella, combinata e figurata antitesi di 'incendiario'/'pompiere' e di 'giovane'/'vecchio', colta quest'ultima nei punti estremi e icastici di nascita e morte. 
Apollonio non sa in altre parole se, del motto arguto, ci sia stato un autentico coniatore. Lo sospetta. Ma esso fu evidentemente tanto ben detto, da diventare patrimonio pubblico condiviso e, come capita in casi simili, da oscurare l'ingegno che l'ebbe accidentalmente scovato. Di ciò che veramente vale, dalla notte dei tempi, l'opera conta e non l'artefice.
Ad Apollonio il detto è noto da quando appunto era giovane. Così deve essere a molti. Non starebbe altrimenti in una canzonetta di Luciano Ligabue.
Venutogli da chissà quale lettura, forse estemporanea, da chissà quale contatto, certo perduto, gli si è fissato nella memoria come uno stampo nel quale, procedendo nella sua esperienza del mondo e degli esseri umani, ha visto solidificarsi, al rigido gelo della vecchiaia, la ribelle e calda liquidità giovanile di molte vicende. Parabole, appunto.
E resta nell'area della canzonetta, di una canzonetta tuttavia ben più pretenziosa, supponente e sopravvalutata di quella semplice, popolare e francamente simpatica di Ligabue, la parabola proposta in questi giorni dalla comunicazione pubblica. Essa è riassunta alla perfezione da due immagini tanto loquaci che, messe una di séguito all'altra, come accade in questo frustolo, rendono superfluo ogni ulteriore commento.

4 commenti:

  1. Mi si voglia perdonare, spero, una ‘trouvaille’ citazionale che si è servita dell’I.A. (sì, però l’accostamento esemplare a Carducci nasce da un antico e sepolto ricordo personale, legato a non so più cosa). Commento solo per evitare ad Apollonio (di cui mi difetta – ahimè - l’arguzia) o ai suoi lettori di dover perdere tempo a ricercare la fonte dell’aforisma apparentemente di Ligabue.
    Così l’I.A. :
    La celebre massima "si nasce incendiari e si finisce pompieri" non appartiene a Giosuè Carducci, ma allo scrittore torinese Pitigrilli (pseudonimo di Dino Segre), che la inserì nel suo romanzo Cocaina del 1921.
    L'accostamento con Giosuè Carducci sorge spontaneo perché la sua biografia rappresenta la perfetta incarnazione storica di questo aforisma.
    Nemo veneziano

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Apollonio Discolo3/8/26 08:24

      Apollonio era in attesa di un commento in proposito e, sicuro della qualità dei suoi lettori, contava sulla sua pertinenza. È grato dunque al Lettore che cela il suo nome dietro un così grazioso eteronimo ed espone nel dettaglio quanto anche a lui, sopra il motto, era concisamente comparso vagando nell'Internet, ma senza l'aiuto della IA. Pertinente, come esempio, il caso di Carducci, ma, consentirà il Lettore, meno comico di quello recentissimo esposto nel frustolo. Per tigna filologica, sarebbe bello avere le parole autentiche dell'evocato Pitigrilli, come le si ha del citato Ligabue (e per tale ragione citato). Andando per biblioteche, a tempo perso, Apollonio proverà a coglierle, ma conta di nuovo sopra qualche suo lettore o qualche sua lettrice. Chi è qui a leggerlo, di tempo, grazie al Cielo, ne perde con generosità.

      Elimina
  2. A Carducci si applica la variante: «il leone repubblicano è diventato il barboncino della regina», coniata da Ruggero Maccari, Furio Scarpelli ed Ettore Scola per la scena d'apertura de La famiglia.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Apollonio Discolo5/8/26 11:44

      Il catalogo si arricchisce grazie alla gentile Lettrice. Il soggetto resta il medesimo, quasi un'antonomasia del tipo nella storia della cultura del Bel paese. In questo diario, la rubrica "Parabole", pur raramente, ne ha per allusione individuati altri, meno remoti e certo meno noti. La casistica morale dei e delle ribelli in gioventù è ampia e articolata, come quella delle persone d'ordine (o rientrate nell'ordine, meglio, in un ordine) nella maturità e nella vecchiaia.

      Elimina