19 marzo 2026

Presi al volo (3): Seneca e il bimbetto...

Non avrà ancora quattro anni il bimbetto che avanza piano, mano nella mano del padre, a pochi passi da Apollonio, quando sulla destra gli si apre alla vista il banco di esposizione di una pescheria: 

"Papà! Il letto dei pesci..."

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"Quod dico, non videbitur durum, quamvis  primo contra opinionem tuam pugnet, si te commodaveris mihi et cogitaveris plures esse res quam verba. Ingens copia est rerum sine nomine, quas non propriis appellationibus notamus, sed alienis commodatisque. Pedem et nostrum dicimus et lecti et veli et carminis, canem et venaticum et marinum et sidus; quia non sufficimus, ut singulis singula adsignemus, quotiens opus est, mutuamur".
È il De Beneficiis (2.34.2) di Lucio Anneo Seneca. E il bimbetto illustra il passo con una pennellata di naturale, ingenua e spietata poesia. Metafora in statu nascendi

[Approssimativamente: "Quanto dico non ti sembrerà difficile, sebbene a prima vista vada contro la tua opinione, se mi presterai ascolto e considererai che ci sono più cose che parole. C'è così una gran copia di cose prive di nome, che non designiamo con i loro nomi, ma con nomi di altro e accomodati. Chiamiamo piede il nostro, quello del letto, quello della stoffa e quello del verso, chiamiamo cane quello da caccia, il marino e una costellazione. Dal momento che non siamo in grado di dare nomi singoli a cose singole, quando serve, li prendiamo in prestito".]

2 commenti:

  1. Emanuele B. / Manolakis20/3/26 08:23

    Bella segnalazione! Grazie, come sempre, a te per la sagacia che ti anima!

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    1. Apollonio Discolo20/3/26 11:35

      Al dotto Lettore, sempre prodigo di lodi, la gratitudine di Apollonio.

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