Trentasette anni or sono, dal Festival del cinema di Venezia, in un film non in concorso, Michele Apicella, antipatico come era il suo uso, iracondo e perfino violento (come oggi proprio non si tollererebbe), lanciava un anatema contro le espressioni allora di moda e socialmente connotate. Giusto o sbagliato che allora fosse, che oggi sia, l'anatema è divenuto proverbiale.
Ieri, a Venezia, nuovamente in occasione del Festival del cinema, Nanni Moretti, dopo un'assenza, si dice appunto, di trentasette anni, ha presentato il suo film più recente, stavolta in concorso, e, inopinatamente, va detto, gli è venuto di esprimersi con le parole che testimonia l'immagine qui a destra.
Ha proferito proprio "...una storia d'amore piuttosto potente", in particolare: con quell'attributo evocativo di chissà cosa. Dotato o no della modificazione avverbiale, potente ricorre tipicamente nei birignao della critica letteraria e cinematografica d'oggidì ed è ritenuto suscitare attesa di "brividi", di "pelle d'oca", di "pugni nello stomaco" e così via in pubblici desiderosi di simili esperienze, per alimento della sua cultura. Insomma, sulle labbra di Nanni è comparsa un'espressione di moda e socialmente connotata.
Udendo questa sortita veneziana dell'ormai attempato figliolo, "Quantum mutatus ab illo!", commenterebbe, fosse ancora in vita, la signora Agata Apicella nei Moretti, che, com'è noto, insegnò latino nei licei romani durante la seconda metà del secolo scorso.
Di Michele (non a caso Apicella) non si sa invece se vive ancora. Tempi e convenienze hanno forse suggerito al suo alter ego di farlo sparire, con l'ombra della madre. Certo, Michele non era presente alla conferenza stampa di Nanni.
E buon per Nanni. Fosse stato lì, Michele, antipatico, iracondo e violento, avrebbe probabilmente assestato un paio di sonori ceffoni al Nanni da poco settantatreenne e gli avrebbe urlato in faccia: "Come parliiii! Come parliiii!".
Non è vera pertanto la notizia che circola sulla stampa, nelle tv e nella rete. Si dice che Nanni Moretti sia tornato a Venezia dopo trentasette anni. No. Trentasette anni fa, da Venezia era andato via Michele Apicella (e definitivamente, con Palombella rossa). Quest'anno, per la prima volta, si è presentato un tal Nanni Moretti.

Meno irascibile di Apicella, aspirerei ad accertare se la potenza sia della storia ovvero dell'amore.
RispondiEliminaAll'acuta Lettrice, il grato Apollonio riferisce la risposta che, sibilandogli in un orecchio, gli suggerisce Michele Apicella: "...no, non è l'argomento. È l'espressione". E capiterà forse allo Spettatore pagante di esprimersi, in atmosfera, dicono, prenatalizia, sopra Succederà questa notte. Ha sempre avuto un affettuoso ed irritato debole per Apicella e il suo alter ego e ha l'impressione sia il solo cineasta che, anche per ragioni anagrafiche, ha fin qui sostenuto con l'acquisto di un biglietto tutte le volte che una sua pellicola ha raggiunto le sale. Eccone qualche prova pubblica: https://www.academia.edu/40481293/Nanni_Moretti_e_Habemus_Papam_a_uno_sguardo_da_lontano
Eliminahttps://www.academia.edu/111337419/Moretti_e_il_periodo_ipotetico_del_terzo_tipo
Ed ecco il resoconto di uno stravagante Cinema eparole da parte di un cortese recensore: https://www.micromega.net/cinema-e-parole