4 luglio 2026

Semiologo per difetto / diletto (2): Un'allegoria della rettitudine

C'è una mirabile correlazione di forme significanti in questa istantanea, nominalizzazione di un attributo che qualifica in maniera impeccabile l'incrocio dell'arte fotografica con il καιρός
Il braccio destro sollevato è una semiretta inclinata e incide perpendicolarmente sulla retta, anch'essa inclinata, sopra cui si collocano corpo e capo. All'incrocio, si formano così due angoli retti. La seconda linea è sottolineata dalla teoria delle stelline sulla maglia e continua con l'orecchio, scoperto, come pronto a udire.  
La mano devia leggermente verso il basso, rispetto al braccio che la sostiene. Tutte le dita sono raccolte, tranne l'indice, retto e leggermente innalzato. Esso si trova così all'altezza degli occhi e dello sguardo. Si istituisce una linea orizzontale tra sguardo e indice. Questo è il punctum della foto. Guardare diritto e indicare: la deissi,
Sul collo, il viso è leggermente ruotato verso destra e in tal modo inquadrato di 3/4. Se ne percepiscono di conseguenza la profondità e, ben delineato nella sua struttura angolare, il disegno della mascella e un mento che non sfugge. Risaltano ambedue gli occhi, attenti e intensi. Le pupille non assecondano la rotazione del viso e stanno invece in asse con la posizione del corpo. Fanno così da sorgente della retta indicale. 
Del naso, diritto e dallo schema perfettamente angolare, si coglie bene una narice appena dilatata dalla inspirazione. La bocca è del resto serrata e i suoi angoli, in linea, con le labbra vagamente protruse, sottolineano un'attitudine di severa serietà. La chioma bionda è ravviata, lunga e solo poco ondulata. Si muove in verticale dal capo, distaccandosi progressivamente dal corpo inclinato. Con la linea orizzontale che va dall'orecchio e dallo sguardo all'indice, costituisce in tal modo una coppia di assi cartesiani che inquadra tutto il resto, composto così nello schema di due triangoli rettangoli.
Un dato culturale ancora incontrovertibile, quanto al genere, fa della grazia determinata ma composta del soggetto un modello per la costituzione di una figura. E metaforicamente pare che l'immagine sia stata appunto presa da un largo pubblico, secondo ideologie e morali diverse e non tutte commendevoli.
Apollonio ha in uggia le metafore e, al contrario, ha in simpatia le allegorie. E, per la sua semiologia personale, elegge questa istantanea geometrica della deissi, proprio perché accidentale, a razionale allegoria della rettitudine.  

2 commenti:

  1. Immagine di rara eleganza

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Apollonio Discolo5/7/26 19:10

      "...il me blesse ou me séduit", scrisse Barthes per spiegare il suo interesse al "langage", ma la confessione va ovviamente estesa al "signe", semiologicamente. Grazie al Lettore o alla Lettrice senza nome.

      Elimina