È una tradizione culturale recente. L'Internet l'ha già resa obsoleta, è vero: i siti di ausilio allo studio, per via di riduzione, spesseggiano. Resta tuttavia illustre e soprattutto è lombarda.
Il suo nobile fondatore fu Ernesto Bignami (Milano 1903 - Bergamo 1958). E proprio tra gli studenti e le studentesse di Lombardia era già nata, in anticipo, la voce bigino. Finì per designare, quasi per antonomasia, il prodotto, tutto novecentesco, del benemerito ingegno editoriale di Bignami. Di bigino, va aggiunto, fuori di Lombardia nacquero appunto i geosinonimi bignami, bignamino, per eponimia: "manualetto riassuntivo di una materia scolastica".
Con discrezione e senza fare chiasso, quest'anno la cultura ambrosiana ha lodevolmente deciso di rendere omaggio allo spirito filantropico e letterario del creatore del bigino, alla sua opera di diffusione (di ciò che basta) del sapere, per sfangarsela.
Da un'alta scranna, oggi il popolo viene chiamato a partecipare appunto a un "concorso filantropico letterario". Il tema di tale concorso è illustrato e riassunto dalle parole qui presentate in immagine, perfette per fare da memento ed emblema delle ormai venerande pubblicazioni volute da Ernesto Bignami. E fa piacere constatare come l'accostamento allo studio e alla cultura da queste ultime pionieristicamente proposto sia infine arrivato, come doveva, tanto in alto, raggiungendo il vertice delle lettere e delle scienze della nazione: i romani Lincei. È un singolare e rivelatore corto circuito tra le due capitali della nazione, la morale e l'amorale (distinzione percepibile solo nello scritto, del resto).
Insomma, Ernesto Bignami ce l'ha fatta. È in cima. Per quanto postumo, gli va reso onore. Evviva Ernesto Bignami!
Apollonio (lo ammette, ilare) è felice di darne opportuna notizia nel suo diario. Spera inoltre che, da molte voci, come nome nazionale del secolo scorso, si proponga Secolo del bigino e che il competente sinedrio, riconoscendovisi, ne decreti il trionfo.

Quando, studente a Milano, sentii chiamare bigino i bignamino, adottai subito il termine (che grazie al cielo mi è capitato di usare raramente) per la sua espressività, che collegavo al bigio della copertina, e al bigio di chi lo usava. Bigi i Lincei! (e me ne dispiace)
RispondiEliminaMa no, nostalgico Lettore senza nome, non se ne dispiaccia. Ne sorrida, come Apollonio, che al sorriso di chi legge questo diario ha destinato la notizia e il frustolo. La lince s'è fatta orba. E grazie in ogni caso del Suo conforto.
EliminaNon insisto,ma non sono stato chiaro e mi corre l'obbligo di chiosare. Il dispiacere non esclude i sorriso, dopo che sia stato incassato. Troppo veccho perché questi disipaceri si protraggano. Le auguro una casa confortevole e riparata dal caldo!
EliminaAd Apollonio il carico dell'incomprensione e la consolazione di avere contribuito al buonumore che, grazie alla saggezza dell'età, fa séguito al dispiacere. L'augurio giunge gradito ma Citera, deve ammettere Apollonio, è ormai invivibile e presto, forse, gli capiterà di dirne, sempre sorridendo, nel suo diario in pubblico.
EliminaLa mia irrepressibile inclinazione all'etimologia fantasiosa mi ha sempre fatto associare il termine 'bigino' al verbo 'bigiare', vieppiù connesso all'àmbito scolastico.
RispondiEliminaE una triade si compiva invocando il 'pechenino' (che non aveva bisogno di diminutivi, essendo già assonante il nome del compilatore).
Ancora una volta grato, alla fedele Lettrice, appassionata benignamente di etimologia, Apollonio può riferire ciò che stamane, mediatore il suo alter ego, gli è giunto in proposito da parte di un Lettore altrettanto generoso. Egli non si manifesta in calce ai frustoli di questo diario, pur onorandoli di una costante attenzione. Ad Apollonio non è dunque lecito farne il celebre nome. Scrive: "l'etimo di bigino è considerato incerto dal GRADIT, che propone un rapporto con bigiare (bigiare la scuola 'marinare la scuola'); non escluderei una derivazione da bigio 'grigio', cromonimo evidentemente a Milano più vitale che altrove, dal colore della copertina dei manualetti di Bignami e neppure che possa legarsi anche al cognome (Bignami > Bigiani > bigino)". La correlazione di Bignami e Lincei, sghemba ma non irragionevole, produce evidentemente più spasso di quanto Apollonio immaginava.
EliminaSi giunge dunque ai bignei. A un paio di passi dai beignet.
EliminaStrada dolce ma scivolosa, dal momento che nel bigino non si suppone turgore. Anzi. Meno incerto, sempre che una relazione con bigio resista (se ne fa testimone anche l'intuizione, quasi un'etimologia popolare, del Lettore che per primo è intervenuto in questa simpatica conversazione), è lo sbocco (onomastico) sopra un gran nome della storia nazionale: Nino Bixio. Un'epitome garibaldina...
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