
Se questo è un uomo : 1947 = Il mondo deve sapere : 2006
Il sentiero dei nidi di ragno : 1947 = La solitudine dei numeri primi : 2008
Il sentiero dei nidi di ragno : 1947 = La solitudine dei numeri primi : 2008
Tre minuti e ventotto secondi: "Non sapevo ancora... [distoglie lo sguardo dall'interlocutore e lo volge a sinistra, poi torna a guardarlo] di essere in grado di... [abbassa gli occhi] commettere questo atto [alza di nuovo lo sguardo] dello scrivere...". Tre minuti e trentaquattro.
Capitava anni fa (oggi un po' meno, i tempi sono mutati) di leggere scritti di studiosi entusiasti dei propri metodi che annunciavano, impavidamente, di avere visto mutare la lingua, nel corso delle loro esplorazioni, quando invece, come capita a chiunque vi presti un po' di attenzione, l'avevano soltanto vista variare. A questi esploratori superbi, il Marco Polo delle Città invisibili avrebbe certo replicato che all'uomo è al massimo dato di cogliere le lingue mutate. La differenza c'è ed è enorme.

Il topos di una patria matrigna, che non celebra il figlio meritevole e anzi lo scaccia e lo perseguita rimonta all'antichità classica ed è proverbialmente riflesso (come si sa) nei Vangeli: "Nemo propheta...". Da lì è percolato nella cultura italiana, ricevendone in alcuni casi un lustro spinto fino all'antonomasia. L'opera e la vita di Dante ne sono paradigma, quelle di Ugo Foscolo (per citare un caso più prossimo) parziale riflesso.
Subordinazione e coordinazione: modelli generali per la composizione dei testi. Nei testi esse si mescolano variamente. La prevalenza dell'una o dell'altra fa però differenze, che chi legge o ascolta non tarda a percepire, non necessariamente in modo consapevole.

Ora è una dozzina d'anni, millennio stava sulla bocca di tutti e, se così si può dire, se ne aveva ben donde. Come evento preparatorio, non capita proprio ogni giorno di vedere cambiare tutte insieme le cifre del "contachilometri" con cui l'Occidente calcola arbitrariamente la deriva dal suo incipit cristiano. Non capita ogni giorno di potere, infine, mutare in uno l'ultimo zero di una sequenza di tre, rompendo così l'apparente sospeso incantesimo di un nulla. Come non attendersi allora un po' di infantile eccitazione? Come non giustificarla?
Al culmine del Risorgimento, ora è un secolo e mezzo, l'Eroe dei due mondi saluta come monarca italiano il Re galantuomo, incontrandolo nei pressi di un piccolo comune campano. Il secondo era da qualche anno succeduto, sul trono della Città della Mole, al Re tentenna, quello dello Statuto. L'Unità fu tuttavia merito quasi per intero del Tessitore: "...la Chiesa... lo Stato...". Tutto finì con la Breccia di Porta Pia e con il Discorso di Stradella ma la svolta portò dritto allo Scandalo della Banca Romana.
La memoria di Apollonio fa ormai sovente cilecca. Delle cose che legge, così egli conserva spesso solo un'essenza, soprattutto se si tratta di letture di non pochi anni fa. Pian piano, il loro succo ha finito per svaporare quasi del tutto. I suoi pochi lettori lo sanno e, se gli sono affezionati, tollereranno che qualcuno dei vapori che, di conseguenza, gli riempiono il capo, per miracoloso contatto virtuale, appanni appena lo schermo del loro computer, prendendo forme momentanee di lettere dell'alfabeto e di parole del dizionario.
testimoni "assistere a una levata di scudi" e "fornire altra benzina a una protesta".
"Quoi qu'il en soit, Mauss aurait probablement rencontré certaines difficultés à pousser plus avant l'élaboration du système [...]. Mais il ne lui aurait certes pas donné la forme régressive qu'il devait recevoir de Malinowski, pour qui la notion de fonction, conçue par Mauss à l'exemple de l'algèbre, c'est-à-dire impliquant que les valeurs sociales sont connaissables en fonction les unes des autres, se transforme dans le sens d'un empirisme naïf, pour ne plus désigner que le service pratique rendu à la société par ses coutumes et ses institutions. Là où Mauss envisageait un rapport constant entre des phénomènes, où se trouve leur explication, Malinowski se demande seulement à quoi ils servent, pour leur chercher une justification. Cette position du problème anéantit tous les progrès antérieurs, puisqu'elle réintroduit un appareil de postulats sans valeur scientifique".
"Non ho tirato in ballo il Colle". "Lo scontro con il Colle sarà inevitabile". "Il Colle non potrà rifiutare un appuntamento ad Alfano". "La minaccia di fare esplodere il progetto dell'UE... sta comunque agitando il Colle". "Il Colle chiede correttivi". "...perché non deve essere il Colle a risolvere i problemi della maggioranza". "Il Colle cerca di far capire... che quel testo...". "Il Colle non può fare a meno di far notare...".
"La 'rivoluzione chomskiana' precede Chomsky. In misura maggiore di quanto i discepoli recenti siano pronti a riconoscere, il lavoro preparatorio è stato fatto dal maestro di Chomsky, il professor Zelig Harris dell'università della Pennsylvania". Lo scriveva George Steiner in un articolo sul New Yorker dei tardi anni Sessanta, se Apollonio non ricorda male. Una prova dell'acutezza di Steiner che, per quanto in un certo senso profano, si dimostrava precocemente consapevole di un'ingiustizia, una delle tante perpetrate dalla memoria umana per malafede e da quel suo prodotto spacciato per oggettivo che si è soliti chiamare storia.
"Si tratta di capire quali sono le situazioni di criticità...", "...i punti di criticità potrebbero essere...", "...dopo avere determinato le possibili criticità...", "...partendo dai dati e dalle criticità...", "...le eventuali criticità vanno affrontate..." e così via.