11 novembre 2015

Pasolini come sintomo

La burrasca commemorativa è quasi passata. Con un fiato a stento percettibile, vi ha contribuito anche Apollonio. Al suo frustolo ha dato peraltro un titolo che, già pochi minuti dopo averlo messo in circolazione, gli parve lente male appropriata: lente che sfoca ciò che inquadra.
"Pasolini come sintomo" avrebbe forse colto meglio il succo di quel frustolo radicalmente figurato. Pasolini fu in effetti un sintomo, per l'intero corso della sua vita pubblica. Tutto ciò che egli fece e lo riguardò fu sintomatico. 
Ancora oggi Pasolini, meglio, la sua metonimia e la sua prosopopea sono i riflessi di un forte sintomo antico e sono sintomi dello stato dell'oggi nazionale, ovviamente più modesti. Passata la burrasca e annusatene non poche folate (tutte, impossibile!), Apollonio ne è vieppiù convinto.
L'essere un sintomo, il costituirsi (forse per consapevole incapacità di poter fare di meglio) a sintomo furono e sono la ragione del suo valore. Di tale valore, però, continuano a essere, come furono, il limite invalicabile.

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