1 aprile 2012

Ma

Muore d'improvviso (evento doloroso che non lascia insensibile Apollonio) un importante studioso italiano dei fenomeni dell'arte e della comunicazione. La notizia compare sull'edizione on-line del più autorevole organo di stampa italiano: "Insegnava a Siena, ma aveva tenuto lezioni a Parigi, Harvard, Yale e Barcellona", vi si legge. Non "Insegnava a Siena e aveva tenuto lezioni a Parigi...", bensì "Insegnava a Siena, ma aveva tenuto lezioni a Parigi...".
Erano gli inizi degli anni Settanta del secolo scorso. A occhio e croce, gli anni della formazione dello studioso appena scomparso. George e Robin Lakoff erano nella pattuglia di giovani scavezzacollo americani che, appena usciti da tesi di dottorato ispirate al credo chomskiano, si stavano gettando in avventure intellettuali e parascientifiche (come la cosiddetta semantica generativa) presto scomunicate dal maestro. Era il tempo del primo mandato, come presidente degli Stati Uniti d'America, del repubblicano Richard Nixon. Si sa come poi finì il secondo. E appunto Robin Lakoff si serviva dell'esempio John is a Republican but he's honest, preso in prestito dal marito, per illustrare, in uno studio divenuto rapidamente celebre tra i linguisti, un valore della "congiunzione avversativa" but. Un valore parallelo, nel caso specifico, a quello dell'italiano ma.  
A muoversi sul livello denotativo e dell'esplicitamente detto, osservava Robin Lakoff, non c'è niente in onesto che avversi repubblicano. Se si resta su tale livello, non si capisce di conseguenza cosa ci stia a fare quel ma. Per intenderlo, avrebbe aggiunto pochi anni dopo anche il francese Oswald Ducrot, ragionando sulla scorta dei Lakoff, bisogna entrare in un livello discorsivo implicito. Chi parla si serve del ma per bloccare la conclusione che dalle sue prime parole potrebbe trarre il suo interlocutore. Apprendendo che "John è un repubblicano" e supponendo che i repubblicani siano disonesti, questi potrebbe inferirne che anche John è disonesto. Il ma ferma l'inferenza. Salva John ma, con sottile e implicita malignità, condanna complessivamente i repubblicani. Dire John is a Republican but he's honest significa allora lasciare intendere che i repubblicani sono disonesti, facendo di questo non-detto una necessaria premessa e, al tempo stesso, una naturale conclusione di quanto si è detto.
Muore un importante studioso italiano dei fenomeni dell'arte e della comunicazione. "Insegnava a Siena, ma aveva tenuto lezioni a Parigi, Harvard, Yale e Barcellona". Cogliere allora consapevolmente su quale premessa galleggi e quale conclusione autorizzi una frase del genere, per via di quel ma, significa avere sensibile percezione dell'autolesionistico giudizio che la cosiddetta opinione pubblica italiana propala ogni giorno tra i suoi lettori a proposito degli istituti nazionali di istruzione superiore. 
Insegnare a Siena (non ne vogliano ad Apollonio i docenti di quell'illustre università, se prova a rendere esplicito l'implicito che sostiene quel ma) pare essere, per la stampa italiana, quasi un demerito e, certo, non un gran merito. Per illustrare la figura del compianto defunto, c'è da evocare, grazie al cielo, qualche forestiera, favolosa e lontana mecca del sapere, che blocchi l'inferenza di pochezza. 
Insomma, muore un importante studioso italiano e, sulla stampa, testimone la lingua, viene a galla la faccetta di un sempre fiammeggiante complesso d'inferiorità nazionale, come manifestazione di persistente provincialismo.

4 commenti:

Vito Lucio Maria ha detto...

A termini inversi (teneva lezioni a Parigi, Harvard e Barcellona, ma insegnava all'Università di Siena) la sconcezza non è meno putulenta. Boria sciovinista invece che senso d'inferiorità. Forse è l'avversativa in contesti che si pretendono informativi, a produrre costantemente disinformacia. Pone due enunciati in rapporto di regola ad eccezione, in modo tale che l'asserita regola avversata nella specie con il "ma" rimane infidamente implicita e dotata d'apparenza di fatto scontato. Si provi poi a revocarla in dubbio.

Sesto Sereno ha detto...

In fondo, illustre Apollonio, siamo brava gente, ma italiani.
Blac

elisabetta bertinotti ha detto...

E' vero, l'inferiorità nazionale, come manifestazione di persistente provincialismo è uno dei mali incurabili del nostro paese....

Anonimo ha detto...

Cosa aggiungere?
Forse solo che mi dispiace molto per il Suo recente lutto, MA che, da cocciuta impenitente, insisto nel farLe gli auguri, e di Buona Pasqua di Resurrezione per giunta.
Con sincera stima,
Sua Licia.