9 ottobre 2013

Ancora su nomi, cognomi e apposizioni

Il prodromo, Apollonio l'aveva colto ormai molti anni fa. Non si ricorda quanti. Gli impegni che il doversi guadagnare da vivere impone al suo alter ego lo portavano allora a calpestare d'elezione le terre di un demo provinciale diverso dall'attuale (e amabilmente barbarico) e, un dì, in una conversazione tra docenti, peraltro di discipline umanistiche, Apollonio colse il seguente scambio di battute: - "E tu dove insegni?" - "Io, al Marone". 
Dopo un momento di perplessità, egli apprese così che, nell'ambiente, era divenuto "il Marone" un istituto scolastico che, per compiutezza onomastica, la pedante dottrina di un'epoca lontana aveva intitolato al poeta latino Publio Virgilio Marone e che, anche per memorie dantesche, la medesima antica dottrina mai avrebbe sospettato potesse essere chiamato diversamente da "il Virgilio". 
Le cose però cambiano, come si sa, e un paio di millenni di onorata carriera sui leggii di dotti e catecumeni non esentavano evidentemente l'autore dell'Eneide dalla mutazione di appellativo e dal vedersi così designato come un "P.V. Marone" qualsiasi (con l'associato: "Pier Vittorio (o Vincenzo) Marone? chi era mai costui?"). 
D'altra parte, di cognomen, si dirà, si tratta e c'è qualcuno che, per parlar di Cicerone, passato il Medioevo, lo chiami Tullio? Auspici burocrati, presidenti di consiglio di istituto e dirigenti scolastici (e senza la resistenza dei professori di lettere - ci sarà stata? Sarebbe stata in ogni caso vana), che dunque Virgilio diventi un tal Marone.
Dal profano al sacro. Passano gli anni e sulla scrivania virtuale di Apollonio cade, or sono pochi mesi, il manifesto che annuncia una commendevole iniziativa orientata alla più aggiornata comunicazione della massima istituzione culturale di quel demo. L'occhio di Apollonio scorre rapidamente il manifesto e, testimone l'istituzione che lo commissiona, scopre che la manifestazione ha luogo nella "Chiesa di San A. Abate". 
Grato per il sorriso che una simile lettura gli regala, "G. Cristo! Una famiglia benemerita, la famiglia Abate", pensa a quel punto Apollonio: essa ha infatti dato parecchi santi alla Chiesa. E come l'Abate, le famiglie Apostolo, Martire, Vergine, Eremita, Vescovo, Papa e persino Confessore: la beata M. Vergine, per esempio, San P. Apostolo, San G. Martire, San C. Eremita, San P. Papa, San V. Vescovo, San L. Confessore e innumerevoli altri e altre.
Visto che le cose cambiano, ecco appunto, in corpore vili (mai designazione fu più appropriata), come la gente di mondo (quella cioè che sa come cambiano, perché cambia come le cose) cambia anche i nomi dei luoghi e delle cose. Come, senza cambiar mai, ha sempre fatto.

5 commenti:

Vito Lucio Maria ha detto...

Neppure Apollonio ne sarà risparmiato, va da sé, per cui si muterà in A. Discolo. Agevole prevedere che il fragile punto resterà ben presto caducato, salvo che nella mente di qualche inascoltato filologo. L'esito 'A Discolo' sarà poi ricostruito, da provvidi futuri neogrammatici il cui storico ricorso appare tutt'altro che evitabile, in 'Discolo di classe A', categoria prima quanto ad inerenza di discolaggine. La verità percorre strade tortuose, a volte.

Apollonio Discolo ha detto...

Come Discolo (2009), Apollonio compare già nella bibliografia di un articolo a firma illustre (e amichevole). Coglie adesso, di un modo siffatto d'essere menzionato, un possibile senso, fiducioso Lettore. Ma più lontano, creda, non si andrà e a evitare che, fosse anche come Discolo, A. ricorra in una classifica provvederà, come sempre benevolo con l'irrilevanza, un veloce oblio.

Anonimo ha detto...

Capisco, in ciò solidale con i redattori del manifesto (minuscolo), che possa suscitare un malcelato rammarico la mancanza di un intero casato di protettori e patroni di categoria, soprattutto nel caso in questione, vista la ricchezza e varietà della fauna in circolazione.
Mi riconsolo soltanto grazie alla mitezza proverbiale mia e dei miei colleghi di ...basto. E non mi parli di punzecchiature, perché stavolta non sono propensa a crederLe. Affatto.
Sua Licia.

Apollonio Discolo ha detto...

E Apollonio nulla Le dice di ciò in funzione del quale Lei dichiara di premunirsi, sempre animosa (e perciò amabile) Lettrice. Anche perché (lo confessa) non ha capito proprio nulla. Lo perdoni: è d'animo grosso.

Anonimo ha detto...

Mi perdoni Lei, sempre affabilissimo Ospite, se con la mia svagatezza, di per sé intemperante perché mal calibrata, l'ho indotta a formarsi un'opinione di se stesso così lontana dalla realtà. Il fatto è che sono andata un bel po' "off topic", come si usa dire nella blogosfera, approfittando un po' troppo della bella immagine di Sant'Antonio Abate da Lei pubblicata per illustrare, almeno in parte, il contenuto di questo Suo post. Ho ingarbugliato ancora di più il discorso col goffo tentativo di scusarmi per questa deriva opportunista impressa alla Sua esposizione, nel momento in cui ho voluto sottolineare la mia somaraggine. Cercherò in futuro di attenermi di più al programma -- intendo il Suo. Anche se avrò un bel da fare a disincagliarmi dal mio.
Sua sempre affez.ma (e sinceramente grata) cavallina storna, Licia.