18 maggio 2014

Pastorello, Lo Nigro e il principe Fabrizio

Come omaggio a Fabrizio Corbera, principe di Salina, Pastorello e Lo Nigro sanno solo portare fetidi formaggi e bestie sanguinose, perché crudamente sgozzate. Formaggi fanno, del resto, col latte delle loro pecore, non profumi. E le loro pecore figliano agnelli da sgozzare, non cherubini.
Il principe Fabrizio non manca tuttavia del tatto reticente di non palesare in loro presenza lo schifo che gli ispirano i loro formaggi e il suo ribrezzo per il sangue. Li gratifica, al contrario, di un'accoglienza fin dove può magnanima non perché, come direbbe un bottegaio, "a caval donato non si guarda in bocca" (i "carnaggi", per via dell'affitto delle sue terre, non sono un dono e gli sono contrattualmente dovuti) ma perché così impone il doveroso contegno del suo rango.
Questa scena del Gattopardo, minima e certo irrilevante, si è presentata allo spirito lunatico e privo di qualsiasi controllo di Apollonio, quando è oggi caduto sopra la pagina Web ufficiale d'un professore d'università e sulla perentoria dichiarazione che vi campeggia:
Per una ragione che non mette qui conto di specificare, ma che avrebbe avuto qualcosa da spartire col dinamismo della variazione e del cambiamento, egli avrebbe voluto entrare in contatto con la persona che così ammonisce chi aspira ad avviare una corrispondenza.
Dubitando di padroneggiare adeguatamente e come richiesto il canone delle formule (evidentemente escluso, esso canone, dal dinamismo di cui sarebbe stata appunto questione), Apollonio ha rinunciato.
Per timidità. E forse col sentimento di uno studente, cioè di un Pastorello o di un Lo Nigro cui il gran principe Fabrizio avesse manifestato già sull'uscio il fastidio, per il fetore dei formaggi e il sangue delle bestie sgozzate, procuratogli dalla sua non canonica visita.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Caro Apollonio,
son desso. Se l'uso fa la norma, il saluto canonico sembrerebbe per ora "Salve prof(.)", il congedo "Buona giornata", "Salve" o "Sent from my [marchio commerciale]". Ti tengo al corrente. Salve

Apollonio Discolo ha detto...

Apollonio è felice della Sua visita e della Sua auto-agnizione, riverito Lettore. E perdoni le forme personali di distante cortesia ma qui non si è usi dare del tu a nessuno. Le informazioni che fornisce sono utili ma non sorprendenti: Apollonio sospettava che i e le discenti Le si rivolgessero epistolarmente con simili accenti. Anche a Citera, come sa, certi costumi sono diffusi o, almeno, nei ridotti più isolati e conservatori, ne è diffusa solo la notizia. Del resto, lasci che il vecchio Apollonio commenti così la faccenda: si raccoglie ciò che si semina. Così si deve essere seminato.