19 luglio 2013

Indirizzi di metodo, per giovani che non ne necessitano (8)




C'è gusto a credersi sempre dalla parte del giusto?

7 commenti:

Sesto Sereno ha detto...

Un gusto giusto, se quello iota passasse dalla Legge.
Blak

Apollonio Discolo ha detto...

È solo un diacritico, amabile Lettore. Nell'ortografia italiana, distingue due consonanti diverse, quanto a modo e punto di articolazione. L'incontro con un nome comune determinato, singolare e con maiuscola iniziale, insomma con una parolona, gli darebbe le vertigini. Come le dà ad Apollonio, che, a suo modo, sarà anche lui solo un diacritico.

Anonimo ha detto...

O anche un gusto guasto, purché il capriccio di una Musa mutante tolga al suo "alpha dog", per una volta, la museruola.

Apollonio Discolo ha detto...

A volte ritornano... Se il trasparente indizio non l'inganna, Apollonio ne è felice, Lettore o Lettrice senza nome. Ma, di nuovo, l'attribuzione alle categorie non gli pare impeccabile. Gatto, non cane. Riserbo e Musetta, non Musa e museruola. Muta, non mutante.

Anonimo ha detto...

Lei è davvero un amabilissimo Ospite, come sottolineava un(') altro/a anonimo/a qualche commento fa, se cataloga tra i corsi e ricorsi storici una fuori corso sperduta come me. Tanto più considerando che rimango assai perplessa, di fronte a una frase che suonerebbe "purché il capriccio di una Musetta (maiuscola?) muta tolga al suo 'alpha cat(egoria?)', per una volta, il riserbo". Forse è la mancanza del dolce suono di quella similcornamusa francese (come mi informa la Treggatti) a impedirmi la piena comprensione del testo, specie se penso che l'alternativa, ossia la musetta non musicale, sotto il muso di un gatto proprio non riesco a immaginarmela. Ma quand'anche fosse, continuerebbe a sfuggirmene il senso, veloce come veltro profetico o ghepardo metaforico e ciò senza discriminazione zoologica alcuna, come vede.
Comunque la ringrazio per le sempre gentilissime attenzione e accoglienza.
Sua Licia.

P.S.: Il mio commento precedente a quest'ultimo era, almeno nell'intenzione, la parafrasi dell'altro, non mio, e dunque si rivolgeva più all'autore di quello che non a Lei.

Apollonio Discolo ha detto...

Deliziosi gli equivoci tra consolidati sodali. Non è peraltro periodo di particolare brillantezza (se mai uno ci fu) per Apollonio, angustiato dagli sbardellati colpi di Tyche e da brontolii ancora più minacciosi provenienti dal vaso di Pandora. Grato perciò dell'occasione di sorridere di lui stesso che Lei gli offre, gentile Lettrice.

Anonimo ha detto...

Temo, ora più che mai, gli effetti nefasti della mia femminile curiosità e dunque non ardisco non dico di guardare, ma neppure di immaginare cosa potrebbe covare a Suo danno quel famigerato contenitore. Nel contempo mi sento lusingata -- e di nuovo spinta a ringraziarLa -- dalla solidarietà che Lei mi offre e che, se ci accomuna entrambi nella più vasta appartenenza al genere umano, almeno ci esclude, sia pure temporaneamente e con uno scatto (felino?) di contingenza, da altre, ancora più ampie. E che Fedro ci perdoni.
Con sempre più viva gratitudine, Sua Licia.