27 dicembre 2013

A frusto a frusto (79)



Non c'è parola senza ironia, ne siano consapevoli o inconsapevoli coloro che la portano. Tanto meno consapevoli ne sono, però, tanto più comiche (o tragiche) sono le loro espressioni.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

La qual notula mi richiama alla mente «l'inserimento tricologico in un contesto caseario» d'un latinista normalista e fiorentino a proposito d'un maestro fiorentino e normalista...
Emi

Apollonio Discolo ha detto...

Spassoso aneddoto di un'accademia che fu, cortese Lettore (o Lettrice). Un'accademia che (verrebbe voglia di dire, sedotti da memorie - non tutte belle - e associazioni - non tutte esemplari), nella caciara, spaccava ogni capello in quattro. Dunque, anche celasse il commento la sottile lama d'una critica, Apollonio ringrazia per la lusinghiera comparazione.