8 giugno 2016

Lingua loro (35): Eroe

Eroico, l'aggettivo, dopo secoli di onorato servizio, pare destinato alla soffitta. 
Al suo posto e con parte delle sue funzioni, nella lingua di tutti i giorni si è installato il sostantivo eroe, da cui peraltro l'aggettivo deriva. Poco importa che la qualificazione sia appropriata al gesto che ne viene illustrato o solo (ridicolmente) enfatica, come è il caso, tra i mille, che si raggiunge con questo linkPompiere eroe, medico eroecane eroe e così via sono oggi la norma. Ad Apollonio è già capitato di registrare persino casi di poliziotta eroe, al posto del femminile eroina, che tuttavia anch'esso ricorre nel nuovo modulo, dandosi il caso. 
Pompiere, poliziotto, medico, cane eroico, a proferirli o a scriverli, si passa invece già per gente fuori moda. Se riferiti a esseri umani, eroico, eroica, eroici, eroiche hanno il tanfo del lessico da bollettini bellici d'antan ("...le soverchianti forze nemiche..."). O paiono usciti direttamente da quei testi comicamente militareschi che ancora accompagnano le cerimonie di conferimento di medaglie ("...con sprezzo del pericolo e noncurante del..."). 
Gli aggettivi derivati da eroe sono roba insomma con cui non si può più andare in giro per i nuovi mezzi sociali di comunicazione, pensando d'esser presi sul serio (o, forse, nel caso specifico, di non essere presi sul serio: ma sulla complessa faccenda dei contenuti, come al solito, Apollonio ha poco da dire). 
Il nuovo costrutto tende alla fissità e il nome eroe (o, come si diceva, eroina) vi è introdotto come apposizione, ovviamente. Il modello è quello consolidato di scienziato genio e di concertista bambina. Niente di stupefacente, di conseguenza.
Di eroi, però, come è facile vedere, i tempi presenti abbondano e, nel caso di eroe, il travolgente andazzo invita quindi a non escludere l'eventualità che la forma finisca per essere sentita, funzionalmente, come un mero attributo. E che da lì, cioè da quello che i linguisti sofisti chiamano un uso, risalendo la corrente, eroe non si trovi finalmente ricategorizzato anche come aggettivo da qualche dizionario del futuro. 
Temerario sarebbe farlo già adesso. Sarebbe appunto gesto da lessicografo eroe.   




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