15 ottobre 2014

Cronache dal demo di Colono (26), Lingua loro (33), Lingua nostra (5): "Bomba d'acqua" e "torrente"

Dal Grande dizionario della lingua italiana, alle relative voci.
Torrente. "Corso d'acqua, in part. montano, caratterizzato da portata irregolare con alternanza di periodi di secca e di piene violente in relazione alle precipitazioni atmosferiche; scorre a forte pendenza, in genere incassato strettamente fra gole e interrotto talora da salti e cascate".
Torrentizio. "...Traboccante, irruente...".
Torrentóso. "Letter. Irruente, impulsivo".
Torrenziale. "Che cade copiosamente e impetuosamente".
Torrenzialmente. "Con grande impeto e violenza".
E Riccardo Bacchelli: "Mio padre... vedeva da quei laghi imbrigliate, corrette, regolate le acque pazze e torrentizie e perniciose dell'Appennino". E, sotto cieli diversi, anche Apollonio riceveva dal padre - certo in tempi più recenti ma sempre lontani, ormai - ammonimenti a essere guardingo coi torrenti e, non appena si faceva autunno, a tenersene lontano durante le passeggiate, a non credere alla loro invitante e facile percorribilità. Lui, che di etimologia non sapeva un'acca, dal momento che non sapeva nemmeno cosa fosse un etimo, invitava insomma il bambino, per via di una Erlebnis dagli evidenti riflessi linguistici, a tenere presente che un torrente, da 'corso d'acqua che si dissecca', può evolversi verso 'corso d'acqua impetuoso'. E può farlo senza preavviso.  
Apollonio si chiede di conseguenza se il pretesto fornito dal neologismo bomba d'acqua, oggidì d'uso torrenziale, non stia contribuendo a erodere quanto ancora resta di una consapevolezza un tempo diffusa e testimoniata, come si vede, dal lessico. 
Se ne va così anche il ricordo d'una millenaria cautela negli insediamenti, imposta da un territorio morfologicamente complesso e quindi, se umanizzato (come è, in effetti, e intensamente), bisognoso delle cure di molti (se non di ciascuno). Un territorio reso più complesso, oggi, dall'ineluttabile abbandono di chi vuol giustamente vivere tra gli agi urbani ma pretende che le alture cui ha volto le spalle, lasciate a se medesime, non lo seguano e non vengano giù, per un qualsivoglia, violento capriccio meteorologico, secondo un identico percorso torrentizio.
Sono insomma le terre e le acque ripudiate dagli Italiani che, di tanto in tanto, si presentano a chiedere loro conto del tradimento (linguistico).  

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