26 luglio 2015

Lingua nel pallone (8): "Col piattone"

Di collo (pieno), d'esterno, di punta, di piatto e, naturalmente, di tacco: le radiocronache e le telecronache d'un dì sedimentarono espressioni del genere nella memoria di Apollonio - altre, se ve n'erano, vi si saranno perdute - come qualificazioni attributive d'un tiro verso la rete, d'esito non necessariamente felice. L'insieme disegna una sorta di anatomia del piede, nel suo rapporto col pallone che ne viene appunto scagliato per via di (violento) contatto.
Ogni segmento attribuisce al tiro e al proietto caratteri che si qualificano come qualità o difetti. Un tiro "di collo (pieno)", per esempio, è robusto ma, talvolta, balisticamente problematico e domanda quindi, soprattutto se scagliato "dalla distanza", qualità non comuni. Uno "di punta" schizza veloce ma è difficile sapere verso dove. Quelli "d'esterno" e "di piatto" sono meglio orientabili, il secondo più del primo, ma correlativamente la palla viaggia meno rapida, tanto che può succedere che, quando il tiro è "di piatto", si possa opportunamente parlare di "appoggio". Quando si colpisce "di tacco" è assicurata la sorpresa ma al pallone non s'imprime molta forza e si tratta di norma di "deviazione".
Delle cinque, se l'orecchio oggi disattento e intermittente di Apollonio non si sbaglia, di piatto, che gode peraltro di registrazione lessicografica, ha generato in anni recenti un pollone corrivo e analitico: col piattone
L'espressione oscilla tra funzione attributiva ("un tiro col piattone") e funzione avverbiale ("insacca col piattone"). Deve essere germogliata, per via dell'accrescitivo, tra i commenti al gioco di calciatori, come sono sovente i difensori, che non "hanno piedi buoni": il grossolano ha evidenti contatti figurati col grande e grosso (o c'è di mezzo un influsso foresto? Apollonio s'affida fiducioso alla benevola competenza dei suoi due lettori). Da lì - forse perché l'immagine è piaciuta e, come si sa, sovente le forme alterate si rendono autonome - l'espressione si è generalizzata e adesso insidia di piatto. Del resto, è noto: il corrivo avanza. Diversamente, non sarebbe tale.
"Col piattone" può così calciare e segnare oggi anche Lionel Messi, giocatore sulla bontà dei piedi del quale è difficile discutere (anche se, a parere di Apollonio, essa viene lodata esageratamente).
"Di piatto" capitava invece di calciare a Gianni Rivera, altro titolare di ottimi piedi. E "di piatto" e non "col piattone" Rivera segnò appunto la rete che decise, nell'estate del 1970, una partita tutt'altro che qualitativamente bella ma, per via dei contenuti emotivi, difficile da dimenticare.

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